Le “gioie” della vita in provincia

Cari lettori,

è ormai ufficiale, il virus si nasconde così bene che a stento si riesce a distinguerlo.

I pochi casi, accertati dagli ultimi bollettini, sono per lo più il frutto di quella paura da cui dovremo prima o poi liberarci.

E quale modo migliore per farlo se non trasferendoci in provincia?

La provincia, è noto, è il luogo ideale per curare lo stress!

Quale altro posto, in effetti, grazie alle molte ore necessarie per i trasferimenti presso i luoghi di lavoro o di divertimento, lascia il tempo di ritemprare le membra con idonei esercizi fisici? E con grande ampiezza di scelta: gli scalini delle stazioni, i pedali della macchina continuamente sollecitati, i viaggi in piedi nei vagoni affollati fino all’inverosimile!

E come dimenticare gli effetti benefici di una lunga coda in tangenziale o sulla provinciale, oppure il giovamento che viene dalle vedute dai finestrini dei treni pendolari che procedono a passo di lumaca?

E non vanno trascurati, infine, i panorami di distese senza fine di auto e camion, corroborati dai suoni soavi dei ripetuti colpi di clacson. Se siete fortunati, in estate, viaggiando con i finestrini aperti, potrete anche udire imprecazioni utili a migliorare il vostro vocabolario!

Chi potrebbe rinunciare ad insediarsi in luoghi privi dei più elementari servizi essenziali, dove la spedizione di una raccomandata o il ritiro della pensione sono eventi da programmare con settimane di anticipo?

Questa è la vera qualità della vita!

I centri commerciali che vi circonderanno, tra l’altro, vi illuderanno di essere a New York: i prezzi, quanto meno, saranno più o meno gli stessi!

Cari lettori, approfittate dell’occasione che vi ha offerto e che tuttora vi offre il virus e abbandonate lo stress e le comodità delle città per trasferirvi in un posto così sperduto che persino voi faticherete a rintracciarvi!

La Redazione

Testo di Andrea Ferrari fotografia di Giulia Claudia Aloisi

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Andrea Ferrari e Giulia Claudia Aloisi